Creature fantastiche

L'Incubo

L'incubo diventa spesso un essere dotato di una coscienza propria e in Sardegna si presenta con denominazioni e caratteristiche varie a seconda della zona. I nomi più conosciuti sono s'ammuttadòre, lu pundàcciu, la palpaèccia, sa surtòra, maskinganna e la caratteristica comune è angosciare chi dorme, per il resto arriva a differenziarsi negli attributi anche mantenendo lo stesso nome. Il S'ammuttadori nella zona meridionale è un diavolo, o il Diavolo in persona, che assume aspetto animale, spesso cane o gatto, oppure di un uomo altissimo o invisibile con mani enormi e pelose con cui fa pressione sull'addome del dormiente. La vittima si sente paralizzata, non riesce a parlare e a svegliarsi. Questo diavolo scappa se si invocano dei santi o se si riesce a fare il segno della croce (molti dormono con i piedi o le mani incrociate a questo scopo) oppure invocando l'apposito scongiuro a s. Giovanni Suergiu:

Rusgi de santi Antìni

Cantu è deretta e fini

Cantu è fini e deretta

Scuru che maretta

Scuru che in bucca

Gambas de stuppa

Peìs de ortigu

Manus de foll'e figu

E ogus de piàstu

S'amutaròi

Sindi àndidi in àstuas

(Croce di s.Valentino/Quando è dritta e fine/Quando è fine e dritta/ Scuro come burrasca/Scuro come in bocca/Gambe di stoppa/Piedi di sughero/Mani di foglie di fico/E occhi di pero selvatico/S'amutaròi/Se ne vada in schegge)

 

Al contrario il S'ammuttadòre logurese, come lu pundàcciu gallurese, è un diavoletto burlone, piccoletto e pieno di vitalità che porta sette berretti o uno solo rosso e che si diverte a sedersi sui dormienti. Ma se si riesce a toglierli il cappello regalerà un tesoro alla vittima dei suoi scherzi.

Particolari sono invece le credenze nella gallura e nel sassarese dove l'incubo è femmina. Palpaèccia è una potente strega che la notte di natale mette un sasso sulla pancia dei bambini che non mangiano. Poi ci sono le surtòra, o i surtòre, che spesso sono identificate anche come vere e proprie streghe che assumono sembianze diverse da quelle umane e opprimono nel sonno succhiando il sangue delle loro vittime (vedi pagina sulle streghe sarde).

 

Uomini animali

Presente in varie parti della Sardegna è l'opinione che alcuni uomini, e solo uomini, e solo di notte, possano trasformarsi in animali. In questi momenti la persona non è più cosciente e agisce sotto un influsso che ora è diabolico, ora divino. 

La trasformazione non è necessariamente fisica ma più interiore: queste persone vengono possedute dallo spirito dell'animale senza potersi opporre a questa volontà; spesso viene vissuto come un destino nefasto da cui ci si deve curare, oppure come una punizione a qualche grave colpa commessa, per lo più l'omicidio; come accade con l'érchitu, che annuncia anche la morte di qualcuno importante (il prete, il padre famiglia,ecc...) e le cui corna si usano per curare le malattie alla milza.

L'èrchitu è un uomo che si trasforma in un essere fantastico: un bue con le corna di acciaio e sormontate da due candele accese; per liberare la persona dalla punizione divina gli si devono tagliare le corna oppure spegnere le candele.

Un'altra figura famosa di uomo-animale è il boe miliàche: una persona che viene posseduta dallo spirito del bue e che o si trasforma in animale oppure ne assume i comportamenti.

 

La musca macèdda

In tempi remotissimi esisteva questa specie di dannosissimi insetti che fecero cose orribili e poi scomparvero, o almeno questo è quello che si è creduto finché non si è capito che la musca continuava a infestare i nuraghi, gli anfratti, le caverne, i castelli diroccati e le chiese sconsacrate dove proteggerebbe enormi tesori. La musca è una mosca della grandezza di un'ape o addirittura gigantesca, con un pericoloso pungiglione e capace di un ronzio particolare che si sente anche da fuori le tane in cui si nasconde.

Naturalmente è un alleato del diavolo.

 

Gli spauracchi sardi

Babau, lupo cattivo o uomo nero. Gli spauracchi per educare i bambini sono sempre esistiti e, per fortuna, continueranno a esistere.

In Sardegna ne esistono come la Palpaèccia notturna, nominata prima, che punisce i bambini che non mangiano, oppure la Maria Puntaòru che al contrario punisce i golosi armata di lancia per aprirgli la pancia, Zio Masédu invece li rende mansueti ma c'è anche il temuto Mommòti nel Campidano che come Marragòtti, Mummuiòne, Bobbòi, Bobòtti e l'Uomo del Sacco gira avvolto in un mantello con un grande sacco dove infila i bambini fastidiosi.

Gli spauracchi femminili invece sono spesso un eco di antiche divinità e hanno nomi propri seguiti da un complemento di specificazione come sa mama 'e su bentu, sa mama 'e su sole oppure sa mama 'e funtana. Queste erano invocate in particolari situazioni: sa mama 'e su bentu (vento) per farli rimanere in casa in presenza di troppo vento, sa mama 'e su sole quando il caldo era troppo forte nelle ore pomeridiane, sa mama 'e funtana abitava i pozzi e le acque, allo stesso modo di Maria Puzzu, Maria Farranca o Maria Branca.

 

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