Legge del Tre come giustizia divina
Sebbene non portato esattamente al livello di "giustizia divina", è abbastanza comune oggi per le streghe che hanno subito un qualche torto trarre dal concetto di Legge del Ritorno un certo conforto, sapendo che coloro che si sono comportati ingiustamente riceveranno infine in
cambio "ciò che meritano". In questo sono abbastanza simili ai Cristiani che si consolano sapendo che chi commette un'ingiustizia ora pagherà per questa alla fine, se non in questa vita, al momento del giudizio finale da parte di Dio. Questo meccanismo ci riporta al concetto di karma condiviso da molti Wiccan, secondo i quali la vita futura di ciascuno è la manifestazione dell'estinzione di un "debito karmico" non pagato.
Un'associazione molto interessante della Legge del Ritorno vista come azione della dea greca Nemesi, in una forma di giustizia divina, si può trovare nel libro di Justine Glass Stregoneria, il Sesto Senso, pubblicato nel 1965. "Le streghe vedono eventualità di questo tipo come opera di Nemesi, ovvero la legge del ritorno" [1]
Nel mio libro Fuori dalle Ombre: un'esplorazione della Magia e del Paganesimo Oscuro, tratto brevemente di Nemesi:
Nemesi: Dea (Greca) dell'ira divina e figlia della Notte (Nyx), Nemesi è lo strumento tramite cui gli Dei punivano coloro che divenivano eccessivamente orgogliosi della ricchezza e della fama, o che facevano adirare gli Dei. La sua vendetta è inflessibile ed ineluttabile. Con il passare del tempo, Nemesi è stata gradatamente addolcita in una dea del destino più gentile, conosciuta come Adrasteia, "Colei che è inevitabile", dalla quale nessuno può sfuggire. Adrasteia porterebbe la malattia a chi ha abusato del proprio corpo e distruggerebbe quelle parti della terra che non abbiamo trattato nel modo giusto. Nemesi è anche la dea della legge e del compenso, spesso ritratta come una donna alata che tiene tra le mani una spada ed una sferza, e attraversa l'aere su un carro trainato da grifoni. [2]
Ho visto solo un'altra associazione della Legge del Tre con Nemesi ed è stato attorno al 1973, quando il dott. Leo Louis Martello ha per la prima pubblicato il suo libro Stregoneria: la Vecchia Religione. Nel testo perché ha scelto il nome magico di "Nemesi":
Ho scelto (questo nome) perché è il nome della Dea Greca della giustizia punitiva. Tutte le Streghe dichiarano di credere nel Karma ed uno dei loro principi è "Fa' del bene e ti ritornerà moltiplicato per tre. Fa' del male, e ti ritornerà moltiplicato per tre". [3]
Nel caso di Justine Glass, non sono certo che l'associazione con Nemesi fosse una sua interpretazione, o piuttosto qualcosa che aveva letto da qualche parte. Purtroppo il suo libro di rado specificava le fonti ed era spesso espresso in un modo che rendeva la sua conoscenza dell'Arte piuttosto discutibile. Per esempio, il suo uso della frase "legge del ritorno" (usando come-back in luogo di Return, io penso n.d.t.) non era l'usuale descrizione del concetto e poteva essere dovuta ad una involontaria parafrasi del linguaggio di un "esterno" che non abbia familiarità con il linguaggio dell'Arte.
Doreen Valiente sostiene inoltre che Robert Cochrane abbia ingannato [4]la Glass mentre la consigliava durante la stesura del suo libro. "Cochrane ha maltrattato la povera Justine Glass senza pietà e con me ha ammesso senza vergogna di averlo fatto". [5]
Al di fuori dell'Arte, H.P. Blatavaski [6]ha messo in relazione alcuni aspetti del Karma con Nemesi nel tardo diciannovesimo secolo, ma l'influenza di questo autore nel pensiero Wiccan è più indiretta, essendo stata trasmessa attraverso il lavoro di occultisti successivi, quali Dion Fortune. Blatasvaski ed il suo lavoro riguardo alla Teosofia furono importanti per far conoscere in Occidente il pensiero orientale (compresi i concetti di karma e di reincarnazione) e per il tentativo di presentarlo in una forma comprensibile per la cultura occidentale.
In Aradia: il Vangelo delle Streghe, un libro pubblicato per la prima volta nel 1903 che ebbe una notevole influenza su Gerald Gardner ed altri autori, un verso particolare risalta come un possibile collegamento con la Legge del Ritorno:
E quando un prete vi arrecherà danno,
Glielo restituirete raddoppiato
attraverso le sue benedizioni,
e fatelo nel mio nome, Diana,
Regina di tutte le streghe [7]
Sebbene ciò non suoni molto Wiccan, il concetto può essere assimilato al lavoro di Nemesi, trattandosi in entrambi i casi di giustizia divina. Nel caso del verso di cui sopra, tratto da Aradia - comunque - il ritorno è maggiore dell'azione iniziale, come nella legge del tre, ma la restituzione viene fatta nel nome di Diana, invece che dalla Dea direttamente.
Anche secondo Patricia Crowther (1981) vi è una possibile assimilazione della legge del tre come forma di giustizia divina:
"...se una strega si prefiggeva di danneggiare intenzionalmente qualcuno, egli (od ella) non solo avrebbe infranto una legge severa, incorrendo così nell'ira della Dea, ma si sarebbe anche messo gravemente a rischio, poiché l'atto magico compiuto gli sarebbe tornato indietro triplicato" [8]
Sebbene io non lo abbai mai visto specificatamente menzionato nei testi sulla stregoneria, la fede di Dion Fortune nei "Guardiani" come "poliziotti psichici" è degna di approfondimento poiché, come vedremo nella prossima sezione, il suo lavoro è stato estremamente importante per lo sviluppo della moderna Wicca, per non menzionare altri aspetti dell'occulto.
"...i guardiani, quella curiosa categoria della gerarchia occulta intimamente connessa con il benessere delle nazioni. Una certa parte del loro lavoro riguarda apparentemente la sorveglianza del piano astrale. Ora come ora se ne sa ben poco… [parte di testo omessa]… allorché viene praticata la magia nera, essi fanno in modo di ostacolarla. [9]
Fortune non era certa se questi Guardiani fossero ancora umani (esseri fisici) o se esistessero solo sul piano astrale, ma ne percepì l'opera e l'influenza rivolte in numerose occasioni verso coloro che praticavano magia nera. (Fortune aveva un debole per le descrizioni che trasmettessero questo senso di una battaglia in corso combattuta segretamente tra le schiere nere e quelle bianche. Infatti è possibile sostenere altrettanto bene sia una sovrapposizione dei suoi studi occultistici sulla sua narrativa, che viceversa.)
In The Witches Way (La Strada delle Streghe) - pubblicato nel 1981 - e nel successivo The Witches Bible Compleat (La Completa Bibbia delle Streghe) [10] (1984), i Farrars pongono l'interessante questione di come una strega, obbedendo alla regola del "non danneggiare nessuno", possa evitare il destino di essere sfruttata dai meno scrupolosi. La risposta (l'uso di una formula di legatura) non solo ritrae eloquentemente l'atteggiamento della strega che si protegge senza danneggiare, ma accenna anche ad una forza esterna associata con il Karma.
Il reale, specifico scopo di un incantesimo di legatura è togliere potere alle azioni malvagie - non danneggiare o punire che si comporta male; la punizione può essere tranquillamente lasciata ai Signori del Karma [11]
Il riferimento ai "Signori del Karma" non è comune nella stregoneria, sebbene possa essere trovato nei lavori di Dion Fortune nelle parti riguardanti il Karma. L'idea di un agente intelligente esterno era il modo dei Farrar di incorporare la generale teoria occulta, così come il concetto dei Guardiani e dei Signori del Karma di Dion Fortune, all'interno di un contesto più Wiccan. Come si vedrà nella prossima sezione, Steward Farrar spesso mirava ad associare la teoria occulta in generale con i principi Wiccan [12]
Abbiamo parlato del karma come di un processo quasi impersonale, in linea con le leggi inesplicabili dei causa ed effetto. Ed è questo il suo principio di base nell'azione. Ma non significa che non vi sia alcun intervento esterno o che i cosiddetti "Signori del Karma" siano solo spettatori. Esistono entità più alte di molti tipi e dalle molte funzioni sui piani non materiali, che fanno da intermediari tra il genere umano e la massima forza creatrice, come in ogni religione. [13]
[1] Glass, Justine, Witchcraft, The Sixth Sense, 1965, pag 135
[2] Coughlin, John J., Out of the Shadows: An Exploration of Dark Paganism and Magick, 2000, page 16
[3] Martello, Dr. Leo Louis, Witchcraft: The Old Religion, 1973, page 270
[4] Bisogna notare che nei primi anni '70 molti autori che non erano streghe iniziarono a pubblicare libri sulle loro esperienze con le streghe durante le ricerche e che molti editori, desiderando trarre vantaggio dal crescente interesse nell'occulto, incoraggiarono questi autori, i quali non sempre comprendevano le sfumature della pratica (Holzer, per esempio, nel suo libro The Truth about Witchcraft (La Verità sulla Stregoneria) si riferiva alla giarrettiera usata da alcune streghe come simbolo di un certo status, come al reggicalze) né erano sempre in grado di demarcare chiaramente i vari "tipi" di streghe (accostando ad esempio i Gardneriani alle streghe ereditarie). Era anche piuttosto facile per questi scrittori non iniziati essere tratti in inganno dalle personali priorità e dagli ego di coloro che intervistavano, per non menzionare gli autori e/o gli editori che includevano nei testi solo le informazioni che potessero assicurare il guadagno che loro si attendevano o speravano.
[5] Valiente, Doreen, The Rebirth of Witchcraft, 1989, p121
[6] Blatasvaski ed il suo lavoro riguardo alla Teosofia furono importanti per far conoscere in Occidente il pensiero orientale (compresi i concetti di karma e di reincarnazione) e per il tentativo di presentarlo in una forma comprensibile per la cultura occidentale.
[7] Leland, Charles, Aradia: The Gospel of the Witches, 1968, page 5
[8] Crowther, Patricia, Lid off the Cauldron, 1981, page 6
[9] Fortune, Dion, Psychic Self-Defence, 1999, page 155
[10] A Witches Bible Complete raccoglie Eight Sabbats for Witches (Otto Sabba per le Streghe) e The Witches' Way (La Strada delle Streghe).
[11] Farrar, Janet and Stewart, A Witches Bible Compleat, 1984, volume 2, page 141 1984,
[12] Subito dopo la rilettura del libro di Stewart Farrar, avendo recentemente fatto una ricerca sui lavori di Dion Fortune, non sarebbe un'esagerazione dichiarare che la versione di Stewart della Stregoneria era basata sul Gardneriano Libro delle Ombre e completato con il lavoro di Dion Fortune, la quale ebbe evidentemente una forte influenza sul credo di Stewart ed il suo lavoro si riflette nei lavori di Stewart più di quello di altri autori Wiccan.
[13] Farrar, Janet and Stewart, A Witches Bible Compleat, 1984, volume 2, page 123
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