Stregoneria e Società, la ricerca dell'Italia e i danni dell'Illuminismo
(di Lilith Spirito del Vento)

Viviamo in una società impregnata di concetti Illuministici a partire dalla stessa visione che abbiamo di noi stessi fino a giungere alla mentalità scientifica che pone sempre più spesso l'uomo al centro del proprio universo, che come un piccolo Dio ha smesso di tentare di capire il mondo e ha iniziato a costruirlo, crearlo fino ad arrivare alla clonazione: il duplicare la propria divina essenza.
E quando ci si appresta ad un percorso come la Stregoneria il primo, grande ostacolo che ci si trova davanti è costituito dall'abbattimento, parziale per propensione personale, dei concetti illuministici che la società ha imposto attraverso infiniti mezzi. E quello che si riesce a vedere di tali ideologie e opinioni è sempre e solo la punta di un Iceberg che si dimostra con gli anni molto più vasto di quanto si fosse pensato. E stiamo comunque parlando di persone che per indole caratteriale hanno in se il "seme" della diversità da questo tipo di filosofie di pensiero.
E molto spesso questa obbligata fase di profonda purificazione e rinascita, corrispondente "se si vuole" a Imbolc (o Candelora), diventa spesso un parto difficile. Questo accade per vari motivi di cui quello più importante, a mio avviso, per i veri wicca è la confusione culturale. Oggi la Wicca parla di molte culture, di molti mondi e tradizioni. E spesso gli wiccan ottengono informazioni non idonee alla propria fase di percorso, infine la fretta data dall'entusiasmo (quella che vi ha fatto accendere internet e arrivare fino a qui, quella che ha svuotato il portafoglio in libreria, che vi ha fatto partecipare ai più assurdi concerti, conferenze o corsi purché si avvicinassero alla Wicca anche da lontano) porta ad ottenere una mole informativa che costruisce solo una grande soffitta di nozionismi quasi del tutto inutili. In questo momento chi è più maturo caratterialmente e ha un pensiero religioso proprio che ha "solo" ritrovato nel culto riesce a scansare tutto quanto non ha utilità, mentre i più ancora confusi dall'ebbrezza della scoperta entrano nella disperazione del caos. Oriente e Occidente iniziano a non avere più confini ideologici; passato, presente e futuro si confondono mescolandosi in un brodo acido da ingoiare a forza. Quello che è successo è facilmente spiegabile: si è sbagliato indirizzo perché non si è messo a fuoco quello che è veramente importante.

Quando ci si trasferisce a vivere in un paese diverso si passa un lungo periodo ad apprende le usanze del luogo, che non sono solo formate dalle festività o dalle abitudini formali di comportamento ma da infinite piccolissime precisazioni umane: gli inglesi  (ad es.) non amano che gli si parli da una distanza troppo ravvicinata ma preferiscono una media intorno al metro tra gli interlocutori, differentemente si sentirebbero invasi nel proprio spazio e non gradirebbero più l'altro; gli italiani per indole preferiscono invece distanze inferiori, tra il mezzo metro se non meno, o interpretano istintivamente l'atteggiamento altrui come diffidenza, distacco. Un italiano che si trasferisce in Inghilterra dovrà abituarsi a parlare a una distanza maggiore da quella che istintivamente adotta, o gli altri si sentiranno invasi da lui, lo vivranno come una persona eccessivamente confidenziale o aggressiva. Ma cambiare questa piccolissima prospettiva significherà, per l'italiano, adattarsi ad una realtà sociale che percepisce come distante, asettica, poco affettuosa e di rifiuto. Il processo mentale da modificare è più vasto di quanto appare: cambierà il modo di sentirsi accettati, di sentirsi apprezzati e in parte amati.
E cambiare religione è cambiare società. Si, la religione è la spina dorsale di una società: ne codifica l'etica (moralità di una società che i singoli accettano come morale ossia come concetti di giusto e sbagliato personali), unisce i suoi componenti sotto un'unica bandiera di comprensione e rispetto reciproco delineando cosa è rispetto e cosa non lo è, insegna cos'è amore e cos'è il dolore riunendo le persone in un'empatia che viene chiamata umanità e che li porta a comprendersi e appoggiarsi.
In poche parole crea un branco, enorme e infinito di perfetti sconosciuti che riconoscono il dolore (quindi il reciproco aiuto) in alcuni eventi della vita piuttosto che altri, come l'amore (quindi il gioire della felicità altrui ma anche l'impegnarsi verso obbiettivi da tutti condivisi) quanto la giustizia (l'etica che andrà a formare lo stato e la politica sotto la quale tutti si sentiranno garantiti e protetti da essi stessi) che ne delimiterà l'azione secondo particolari usanze di quella cultura.
L'incapacità di riconoscere questo punto, la soggettività di ogni singola società, delimiterà guerre con altri stati, razzismi e incomprensioni. Così per una donna occidentale riesce difficile capire che la castrazione clitoridea per quanto limitante sessualmente viene vissuta, da un'altra donna di cultura diversa, come un passo iniziatico, una crescita di cui vantarsi che se negata la porterà ad una frustrazione mentale, a sentirsi una bambina per sempre.
Il senso illuministico che pone la razionalità l'unica forma di pensiero degna di considerazione e offre a chi lo possiede l'illusione di essere il centro del mondo, completeranno l'opera e porteranno la donna occidentale al proselitismo verso l'altra che inizierà a considerarla invasiva, impertinente, presuntuosa e il seme dell'odio già riposerà nel fertile terreno dell'incomprensione.

Comprendere quindi che quando si parla di società si sta trattando un argomento molto più vasto del solito " è tutta colpa della società", diviene fondamentale nella pratica religiosa perché permette di comprendere che entrando in una dimensione divina diversa si entra in una società diversa. L'effetto più visibile si avrà nel rapporto con gli altri: gli altri reagiranno negativamente ai tentativi di avvicinamento, fraintenderanno intenti o non saranno disposti ad avere la pazienza che servirebbe per insegnare il modo giusto di comportamento. Nella pratica solitaria tutto questo chiaramente si amplifica. In secondo luogo porterà ad affrontare la nuova religione con le dinamiche di una società che è stata costruita sopra il pensiero di un altro culto, creando un rallentamento enorme nei veri praticanti e un abbandono in chi non è fatto per questo cammino.
Inserire in questo delicato momento altre culture (quindi altre società) alla propria di origine significa innalzare da soli un muro che difficilmente si potrà abbattere.
Per distruggere quell'Iceberg che si cela in noi e che raffredda il nostro essere l'unico modo non è cercare altri Iceberg ma conoscerlo, impararne le proporzioni e le funzioni, gli usi e costumi.
Di fatti dopo i primi 2/3 anni di pratica il wicca inizia ad avvicinarsi alla propria tradizionalità, al sentire del suo paese d'origine. Ma in realtà ha compiuto un lungo viaggio del tutto inutile, si è addentrato (per lo più) nelle usanze celtiche, nordiche, orientali per poi tornare a casa sua e trovarla in disordine e nella confusione dell'ignoranza. A questo punto ha sprecato tempo ed energie e come un wicca dovrebbe sapere la Natura non ama gli sprechi di energie ma cerca sempre la retta più utile e sicura per congiungere due punti.
Il tutto in una tradizione costruita per potersi indossare a prescindere dalla taglia personale!



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