I conquistatori della magia e del mondo, una storia dal presente e una dal passato.

 

L’Aristocrazia, presente in Stregoneria, è analoga a quella dello Sciamanesimo. Rivolta verso il principio che un sacerdote o una sacerdotessa sono scelti dalla divinità e non il contrario, e basandosi sul presupposto che una divinità non sceglie chiunque, ma ben poche persone. Illuminati, quindi, che riescono ad aprire gli occhi, un po’ come il Neo di Matrix ma con rilevanze molto più grandi.

Poi c’è chi idealizza se stesso; avviene quando si pensa di poter conquistare l’Universo, quando si ha la convinzione che qualsiasi potenza superiore sia dalla nostra parte, che qualsiasi cosa si pensi si è nel giusto e si è nel vero.

“Siamo solo dei piccoli maghetti” mormorava il tanto citato Cunningham ed è probabilmente una delle sue frasi migliori.

Io si, sono superiore se mi osservo nel gregge sociale che si muove dietro ad un costrutto spesso economico, che non pensa, non riflette, non Sente ma ascolta il sussurro del marketing e si danna dietro a piccolezze irrilevanti senza saper più Guardare, Ascoltare, Sentire, Provare o in una sola parola: Vivere. Ma no, non sono nulla rispetto all’immensità che mi circonda, agli Dei, alle Potenze che mi permeano e di cui sono parte.

Eppure esisteranno sempre i conquistatori del mondo. Coloro che sanno, coloro che sono. Sempre.

Mi guardo intorno e li vedo, li leggo e li ascolto. Restando in silenzio.

E rifletto.

Io, che mi definisco una neofita, un nulla perché guardo al Tutto.

A volte gli parlo per osservarne le reazioni. Come un bambino che con un bastoncino tocca un insetto tenendo la testa curva, come ad indicare la sua concentrazione e perplessità.

“Dove scorrono le acque vorticose, /lancia un sasso, e scoprirai la verità” si raccomanda il Rede.

E quando il sasso cade, le acque si muovono e mostrano il loro marciume nascosto sul fondo.

E si osserva con calma e curiosità cosa ci regalano: a volte dal letto nero di un fiume, fra i suoi detriti si scorge dell’oro… più spesso emerge solo melma.

Una melma da Conquistatori del mondo.

E non c’è nulla di più pericoloso di un Conquistatore del Mondo. Perché questo si lascia illudere dalle illusioni e dalle promesse delle voci suadenti, si lascia coinvolgere dall’emozione altrui, ha paura di perdere il suo potere e per questo diventa cieco. Non permette al mondo di girare su se stesso ma tenta di rivisitarlo mentre gira intorno a lui.

E io torno ad ascoltarmi Precious Illusions ballando sotto i miei alberi in una giornata di Sole. Mentre i conquistatori del mondo si dibattono nelle loro questioni politiche, fra i loro sogni e le loro illusioni. Persi nelle paure in cui credono.

 

E una strega del passato sorride. Dal suo campo di borragine con qualche mandragora nascosta fra i cespugli; con i suoi stracci indosso e il vento fra i capelli sporchi, sorride. E canta antiche melodie immersa nell’emozione del Tutto. Lei sa, che c’è già, chi prepara gli atti del suo processo; sa che tenteranno torture al suo corpo, che le tireranno dei sassi nella piazza; ma canta, e balla sorridendo. E chi la guarda pensa sia una povera pazza, perché non vede il pericolo degli inquisitori, delle guardie e del boia. Le urlano di andar via, di viaggiare lontano, ma lei rimane lì: nel suo orto di borragine a cantare e ballare.

Lei ride, ride del Sole che le gioca intorno, del vento che dolcemente l’accarezza, del suo orto che le parla, degli animali che si sono avvicinati al suono della sua melodia, degli Dei che dall’alto ridono con lei e della bambina che, nascosta dietro un salice piangente, la osserva sorridendo.

Lei: dispensatrice di vita e morte, lei oggetto nelle mani del mondo, lei suprema sapiente del nulla, lei stracciona illuminata… ride.

Forse la porteranno via, forse la faranno piangere e urlare; forse riusciranno a farle dire cose che neppure sa che esistono, forse riusciranno anche ad ucciderla nel corpo, impazzire nella mente. Forse distruggeranno la sua bellezza, sotto i ferri aguzzi del mestiere che tanto bene sanno praticare.

Ma lei, nei deliri, nel dolore e fra le urla continuerà a vedersi lì: nel suo orto di borragine mentre le piantine le parlano dei segreti della Terra, mentre il vento le sussurra le lussurie dell’Aria e mentre il Sole la riscalda come un affettuoso Padre. E ballerà e riderà nella sua mente…

Canterà con un filo di voce le vecchie litanie… non incantesimi di morte ma le gioie della vita.

E dalla grata della prigione buia, dove essa è stata posata ormai irriconoscibile nel corpo, la bambina osserverà con una lacrima che le scende dal viso. E ascolterà. Ascolterà quella litania di gioia nel sangue versato. E la ripeterà dentro di se mentre scapperà da quell’orrore.

 

C’è una bambina che corre verso un piccolo orto di borragine.

Si siede fra le piante mentre il vento inizia ad alzarsi e il Sole si fa più tenue per non bruciarle la vista.

Aguzza l’udito e sente le campane della morte, suonare a festa.

Sente la sua lacrima scendere sulla guancia.

Ma il vento inizia a cantare una litania.

La bambina muove un poco la testa a tempo sussurrandola, fra le piantine che le dicono “salve”… e gli animali... stanno già tornando.

Signori padroni del mondo, una strega non si uccide, non si distrugge, non si azzittisce.

Signori padroni del mondo, le vostre torture, siano protratte con arnesi studiati o con parole taglienti, cadono nel nulla del niente.

C’è una bambina in un orto di borragine che canta e balla. E’ vestita di stracci. Non ha mai visto l’inchiostro. Non sa neppure parlare bene. Ha i capelli sporchi ma canta e ride. La gente che  passa dice che è impazzita di dolore, che le hanno ucciso la madre e che da allora ha perso il senno.

Ma lei già, gioca con il vento.

Ma lei già, parla agli animali.

Piccola ignorante sapiente, lei la vede e già la sente…

Sua Madre che danza con lei nel cerchio del Tutto.

Signori conquistatori del mondo,  nobildonne di castelli, io non sono niente. Sono solo una sudicia bambina che canta e balla, che non ha più nulla ma ha trovato Tutto.

Senza fama.

Senza notorietà.

Senza abiti eleganti.

Io ballo nel Mondo, non lo conquisterò.

Io lo sentirò e con lui canterò.

Mentre il vento si porterà via le mie lacrime, sussurrandomi nuove danze.

 

E prima o poi un nuovo conquistatore del mondo si chiederà, armato della convinzione di salvare l’universo che gli gira intorno: cosa c’è dietro a quella bambina? Cosa mai nasconderà dietro i suoi gesti e le sue parole? Quale spettro maledetto l’accompagna? Di quante menzogne è capace?

Ma lei continuerà a ridere come sua madre, e come ancora prima sua Madre.

“Poveri conquistatori del mondo” dice la borragine alla bambina “loro non sentono il canto delle acque e degli animali, vivono soli nelle loro convinzioni, sperando che noi esistiamo per servirli e hanno paura di tutto e del Tutto, così cercano di distruggerlo”.

E prima o poi una nuova nobildonna nel castello diventerà invidiosa della bambina che canta e cresce, divenendo fanciulla tanto bella. E chiederà al suo specchio qual è il segreto, la formula nascosta in tanta bellezza, e uno specchio dirà che è lei, è la bambina ad essere bella.

“Povere dame della polvere” dirà la borragine alla bambina “loro sentono solo il richiamo della loro solitudine, vivono nella loro sofferenza, sperando in qualcuno che le ami per ciò che sono ma non sanno neppure loro ciò che sono e tenteranno di usarci per i loro scopi, credendo che noi le sentiamo, e hanno paura, paura perché in realtà non le ascoltiamo come fanno tutti gli altri, così tenteranno di distruggere chi con noi parla”.

 

Forse un giorno qualcuno imprigionerà la bambina... e quel giorno un bambino le verserà un po’ di acqua dalle grate del carcere dove ormai, il suo volto distrutto, continuerà a sorridere alle fate.

Ma c’è di certo che quel bambino correrà con una lacrima sul viso, mentre le campane della morte festeggiano, verso un orto di borragine e lì inizierà a ballare... ballerà con la bambina e ballerà con la madre della bambina, e ballerà con il vento mentre le piante cantano con lui e gli animali si avvicineranno ancora, di nuovo, per sempre…

Arevoire conquistatori del mondo, costruite pure i vostri castelli, agghindatevi di parole vuote come i vestiti dell’imperatore, vivete fra i vostri fantasmi spaventosi, costruite il vostro potere e la vostra vanagloria.

Io intanto ballo… e canto...

E non smetterò mai…

Lilith Spirito del Vento

 

 

 

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