Visione d'esterno, d'interno e burla seria finale!
(di Lilith Spirito del Vento)
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La prima cosa evidente contro cui si scontra un pagano sono le leggende, i miti e le favole per bambini che circondano la stregoneria. La seconda sono le paure degli altri. La terza è il raziocinio, il background illuminista che permea la società occidentale e che uccide ciò che non è UOMO, essere umano e tangibile. La terza è l'intolleranza religiosa che si muove sia verso il paganesimo, sia al suo interno fra le varie tradizioni. La mitologia che è stata creata sulla stregoneria, spesso da essa stessa fomentata, dovrebbe essere il mezzo che allontana le persone dalla streghe, anzi dalla saga e dal sagus (termini latini al posto di strega e stregone) che diventano crudeli e pericolosi. Il continuo mimetizzare e confondere la stregoneria con il satanismo nasce da questo bisogno di creare un falso mito negativo e quindi allontanare gli altri. Il meccanismo ormai è talmente radicato che combatterlo su poche persone, prese singolarmente è lungo, complesso e spesso fallimentare. La saga e il sagus diventano così individui religiosamente ibridi che hanno il solo scopo di incarnare il male umano, incapaci di porsi regole e confini etici. La magia poi permea la leggenda, sia intesa come sogno che come paura ancestrale del caos, dell'incontrollabile. Ma si può vivere senza la magia? Esiste una sola religione che viva senza la magia? La risposta è no, solamente cambia l'artefice: chiunque, pochi, pochissimi, Dio. Però il mago, ossia colui che indiscriminatamente dalla religione pratica la magia, è il più ghettizato e mitizzato in assoluto. Quando si sente parlare di streghe per lo più si intende maghe. Le streghe sono fonte di leggende in quanto maghe occidentali. La magia non è solo temuta ma anche ricercata, luce di speranza che porta via il grigio della vita dei più. I guaritori, la maga che con un gesto risolve tutti i problemi pratici è il di chiunque e il cinema è lo specchio di questo desiderio, permettendo a chiunque per pochi minuti di essere speciali, di sconfiggere ogni insicurezza fisica e comportamentale grazie ai superpoteri o a qualche rito antichissimo. Quando ci si appresta a spiegare che la magia costa fatica, studio e lunghi apprendimenti si frantuma quel sogno di speranza e le difese si alzano per non credere, non accettare che anche ciò che dovrebbe togliere le fatiche ne crea di nuove. La strega è ciò che gli altri sognano di essere. E in quei sogni a volte c'è il bene e a volte il male; così la strega diviene il sogno, sentendosi svilita, semplificata e derubbata della dignità della sua scelta, o l'incubo sentendosi allontanata ingiustamente. Nell'incubo, essa/o incontra le paure degli altri. Alla base di ogni xenofobia c'è l'ignoto, ignoranza genericamente detta, incontrollabile e come tale spaventoso. Un ignoto che è spesso freno a chi inizia il percorso da poco e teme l'ignoto in cui crede e che ancora non si ritiene in grado di gestire (come se poi si imparasse!). La strega diviene la rappresentazione fisica di ciò che si vorrebbe avere/essere ma si teme perchè caotico, come accade nelle leggende irlandesi: il cerchio maledetto delle fate dove si rimane incastrati fino alla morte dopo esserne stati attirati. E qual'è il peggior peccato della strega se non la legatura, l'attirare gli altri a se? Ciò che spaventa attira, esempio lampante lo donano i bambini che pur terrorizzati continuano a chiedere la storia del lupo cattivo e, più il là, a guardare Freddy, re degli incubi cinematografici. Il ruolo mitologicamente femminile della strega è, poi, dovuto alla sua accezione sensuale, ed è un insulto all'intelligenza del lettore sprecare una riga a spiegare perchè questo sia temuto e allontanato. Il buono è sempre affetto da Sindrome di Stoccolma verso il cattivo. E questo è più sofferenza per il presunto cattivo che per il buono stesso che trova nell'avversario motivo di vita e grazie al quale riesce a sentirsi vivo. Così la donna di casa è da sposare ma la strega e da desiderare, tanto spasmodicamente da doverla uccidere per poter vivere 'civilmente' come la moral comune esige. Il perchè psicologici sono rimandati a voci più professionali della mia... E queste voci ci portano al terzo punto, la razionalità. L'illuminismo. In questo ultimo periodo (riferito ad ora mentre sto scrivendo) vivo una profonda avversione per questo periodo storico che, se tanto ha dato è anche stato una delle più grosse cazzate umane, e concedetemi il termine. Mi fa venire in mente il femminismo che nasce da un bisogno oggettivo di riordinare qualcosa che è stato costruito male, e come tale va prima distrutto per poi venir ricostruito, ma ha poi trovato piacere nel distruggere e ha continuato a farlo anche quando era venuto il momento di costruire. L'illuminismo (e la minuscola non è per ignoranza ma per sana e sincera antipatia personale) ha distrutto, com'era giusto in quel momento che facesse allontanando per altro anche paure verso la stessa magia (a volte sottovalutare e ignorare è il modo migliore di preservare), ma non ha più smesso di annientare. Ha estratto dai cuori spaventati dal caos un arma, la scienza cieca da non confondere con la Scienza, da usare contro ciò che fa paura per annientarlo dal profondo. Muoiono così anche le tradizioni che hanno le loro fondamenta nella superstizione popolare e con esse, però, anche l'identità dei popoli... cosa di valore oggi giorno con la globalizzazione culturale. Così dopo aver giocato al dinamitardo, l'illuminismo, si è dimenticato di rimettere in ordine la cameretta lasciando i ragni umani in un mondo caotico e confuso, pieno di certezze che non convincono granchè e privo di sicurezze ancestrali, ormai gettate nel cestino della carta straccia come un fazzoletto usato. L'uomo ha affermato che lui stesso è dio; che è l'essere umano, superiore ad ogni altro essere vivente (e in questo io già sento odore di bestemmione) per la sua capacità di creare, di costruire l'astratto e quindi anche dio. Poi si è reso conto che era un ruolo di eccessive responsabilità, ha iniziato a pensare che il master di aggiornamento non era sufficiente per affrontare questo compito e a tentato di dare le dimissioni. 'Scusi, Dio, non è che si riprende l'incarico? Sa, è che con tutti i problemi che mi da mia moglie ...sa, gli orari lunghi la sera... poi dice che non sto dietro ai bambini...' Così da sciocchi superstiziosi, ignoranti illusi, ingenui sognatori e, quando ci andava bene, creativi poeti siamo tornati ad essere il fulcro dell'odio-amore dei poveri di mente e, è il caso di dirlo, di spirito. Purtroppo l'illumismo ha talmente rassicurato gli incerti che molti non hanno più voluto allontarglisi. Li si vede girare per i siti religiosi e iniziare ogni intervento con:'premetto che io non credo, però volevo sapere...'. La morbosa curiosità degli atei verso i credenti è simile al ronzio delle zanzare mentre ci si sta per addormentare, il problema è che i nostri tentativi di ucciderle vengono interpretati come applausi. Imparatelo: l'ateo è il più grande credente che esiste, ha la presunzione di aver capito tutto e, cacchio, non è poco! L'agnostico è un male, per gli altri e per se stesso,andrebbe spesso tenuto sotto prozac. Ma l'ateo ha anche compreso una grande realtà, e sfrutta questo piccolo momento di intelligenza come un maestro sfrutta le debolezze dell'allievo: l'ateo è tollerante e rispettoso. Fateci caso. Nessuno rispetta la sacralità altrui come l'ateo: entra in punta di piedi in chiesa (i cristiani parlano dei problemi casalinghi fra loro a messa), parla con civiltà di paganesimo (i pagani si picchiano per i nomi da dare alle punti del pentagramma), portano esempi di reincarnazioni famose ai buddisti (che si rodono interiormente nella decisione su chi sarà il vero Dalai Lama), difende a spada tratta i diritti ebraici (che si combattono nelle lotte politiche interne) e via dicendo... l'ateo è comunque rispettoso delle cavolate che sta dicendo un credente. Ovvio. E' distaccato..lui. Dev'essere così scontato: vuoi conquistare una credente? Rispettala. Come una volta consigliavano di fare con i matti: rispetta il suo mondo di follie e si fiderà di te... poi distruggi, ricrea, cincischiaci.. scusate, tolgo Nigthmare before Christmas come sottofondo e torno seria, forse, sono una wiccan: è più forte di me gettare qui e là della satira, non lavoriamo mai troppo seriamente (e diffidate da chi fra di noi lo fa) fa troppo strega gotica.. ;) Il punto era che siamo ormai già così abituati a sentirci maltrattare nel nostro credo che una parvenza superficiale di rispetto ci rincuora, errore. In primo perchè quello dell'ateo non è rispetto, in secondo perchè fa parte del gioco: siamo proprio sicuri di essere rispettosi? Noi? Le streghe? Siamo seri.. Siamo il top dello snob: solitamente di cultura medio-alta, con le nostre convinzioni da Aristocratici (e la A maiuscola ci sta!), con i nostri panteon che anche se sei monoteista ti inglobiamo il Dio nei nostri, con il nostro essere sacerdoti/esse senza che nessuno ci dia il permesso, con il nostro Richiamo divino e poi, confessatelo: quanto l'avete pagato l'ultimo pentacolo??? Si, perchè la strega anche quando non ha soldi ed è di sinistra estrema ha comunque la scusa dell'artigianato, della manifattura personale che oggi va anche di moda. Diciamolo: siamo degli snob. Per gli Dei, potremmo tranquillamente avere ragione ad esserlo (e che, lo chiedete a me??), ma di fatto se escludiamo i vaghi tentativi degli wiccan di fingere come camaleonti restiamo quelli che si sentono superiori, padroni dei segreti iniziatici, padroni poi (ARGH!) di SE STESSI!!! Siamo i peggiori, fra tutti i fondamentalisti siamo i più convinti... solo che alcuni fingono. La cosa ironica (ma tanto ironica!) è che ora a questa finzione ci credono anche altri pagani! Come direbbe il mio amico Spiritello Fran: io lo trovo fantastico!! Una strega che guarda in faccia un'altra strega e gli dice: tu sei cristiana! Ora: a parte che non è un insulto... Ci credete? Fantastico, lo trovo fantastico! Un wiccan può far credere di essere un infiltrato del GRISS, di essere un'islamico e le altre streghe ci credono... con buona pace della telepatia, eh? Si, ma non ci fate mica bella figura.. Sull'onda della newage cavalchiamo la stregoneria europea in un grande gioco. Siamo irriverenti, me ne rendo conto, ma cavolo, queste manie di goticismi ispirano la burla! In fondo pure voi siete così abituati a prendere tutto sul serio, a considerare tanto la mancanza di rispetto che avete perso la voglia di giocare. E fatemi il favore di evitarmi le storie di persecuzioni, non sono una novellina e le conosco bene ma il fatto che a noi sia rimasta la voglia di ridicolizzare è un pregio non un difetto. A volte riusciamo anche ad essere seri, a volte ma non per troppo tempo, il processo marcketing con cui vendiamo anche la vostra immagine riprende e il gioco continua. In fondo con l'intolleranza c'è poco da fare, poco da lottare e spesso ridere resta l'unica arma. Ridere. Ricordatevi com'era ridere. Ricordatevi quanto riuscite a ridere nel cerchio. Fate che il mondo sia il vostro cerchio. Ridetegli in faccia, siate seri fuori e irriverenti dentro, imparate le leggi del mercato: siamo un sogno temuto e negato, rideteci su. Ridete dei pagani che vi additano di boicottaggi interni, ridete di chi non vi rispetta dal di fuori. In fondo siamo quelli snob e si sa, quelli che si sono dichiarati migliori sono sempre stati sterminati. Nell'indifferenza verso l'agriturismo dello spirito c'è la nostra grande satira, nell'efficacia del mezzo il nostro stupore divertito.
I satiri del bosco vi accompagnino, streghe, che il nostro ballo irriverente piaccia agli Dei, di voi altri, poi, non ci interessa... Ci credete? Errore! Su questo sappiamo essere seri: chi tocca una strega tocca LE streghe. Via, siamo solo dei gran burloni che sanno far la faccia meglio di altri, ma siamo sempre streghe. Coi pagani non vale, è troppo facile... Benedizioni...benedizioni...
E se BB non significasse solo Blessed Be?

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