La Morte

(di Ani e Step)

"Tanti spilli  piantai, tanti acuti dolori e tanti malanni chiuvissiru supra N." 
(Fattura siciliana)

 


E' intorno al mistero della morte che l'uomo inizia a pensare ai misteri della vita. Ancora oggi ci si interroga davanti ad un lutto del senso della vita e ci si rende più disponibili ad ascoltare segnali o ammonimenti che possono giungere dal lontano mondo dell'oltretomba. Anche i più scettici cercano riposo al dolore nella dimensione del sentimento e i più aperti colgono segni che non avrebbero mai notato.
Sul cosa accade dopo la morte esistono molte spiegazioni che variano a seconda del paese e che a volte si intrecciano con acrobazie di cui non si sarebbe mai immaginata l'evoluzione. E man mano che la scienza sconfina oltre la linea di demarcazione che le sarebbe confacente, quella del rispetto per il pensiero astratto che ci ha permesso di progredire come specie, l'uomo cerca sempre di più spiegazioni astratte tentando di cogliere un passato che sente come perso ogni giorno di più. E' nella ricerca di questo pensiero astratto, l'unico in grado di concedere rassicurazione e l'unico in grado di vedere oltre le apparenze materiali, che ci si rivolge a ogni sorta di dottrina in un mondo che ormai non ha più confini intellettuali. Eppure l'Europa vanta i suoi meravigliosi rituali sulla morte, rituali che si espandono oltre il confine terreno inoltrandosi nel mondo del magico.
La morte non è, e mai è stata, la fine ma solo un nuovo e lungo viaggio. Un viaggio che porta a mondi diversi tanto diverse sono le terre in cui l'uomo ha posato piede, è in Europa è tanto sacra quanto antichi i gesti che l'accompagnano.
Infatti può sorprendere ritrovare in Sicilia antichi gesti che ricordano una precedente convinzione legata alla metempsicosi che porta a guardare un rettile con il rispetto che si deve ai defunti; lì l'anima riposa e nell'ucciderlo si deve specificare a chi si sta dando la morte con la frase rituale che recita all'incirca "pi serpi t'ammazzu". Ma non solo le serpi possono celare anime di estinti, anche i rospi e ancora più spesso ogni essere in grado di volare, in testa farfalle e falene.
I rituali legati al culto dei morti iniziano prima che la persona sia morta, con i gesti che predicono chi sarà a morire. Speciali sono anche i momenti in cui è lecito compiere tali predizioni, non si può osservare il futuro in ogni istante e meno che mai scandagliare gli impegni dell'Anziana se non è un periodo in cui Lei desidera che avvenga. Ognissanti è noto per essere uno di questi momenti accompagnato dal Natale e dall'Epifania a seconda delle antiche origini del luogo. Ma in linea di massima è l'Inverno, silenzioso accompagnatore che ricorda ai vivi il freddo buio che li aspetta, a propiziare queste divinazioni. E il periodo che si preferisce va da Ognissanti alla Candelora, abbracciando le festività più meditative e più vicine ai regni immateriali.
Così a seconda del luogo gli europei interrogano gli oracoli popolari. Mucchietti di sale lasciati sul tavolo nella notte di Capodanno devono essere ritrovati intatti o la morte scenderà sulla casa, pane lasciato alle onde di fiumi che si rivolta o che naviga secondo alcuni sensi annuncia il suo arrivo, foglie di edera in acqua di sorgente non devono diventare nere e meno che mai presentare al Sole macchie rosse o la morte non solo giungerà velocemente ma anche in modo tragico e violento.
Ma sono presenti anche oracoli eidetici che solleticano il conoscitore con le loro antiche origini. Nel Modenese ad esempio si legge l'acqua rappresa dal freddo notturno dopo un lungo rituale che comprende il digiuno della persona: è richiesta una ciotola che sia purificata e mai stata usata e la persona che vuole interrogare l'indovino dovrà digiunare per tutto il giorno prima all'Epifania, la scodella, piena di acqua di sorgente, viene posta sul tetto della casa durante questa notte magica legata al cammino in terra dei defunti e alla mattina si legge il ghiaccio come metodo eidetico (vedi sezione Divinazione del sito). Ma allo stesso modo a Napoli si lasciano cadere gocce di stagno fuso, attraverso un rito antico, in acqua di sorgente fredda per poterne leggere le forme. Questi rituali sono palesemente l'evoluzione delle antiche pratiche divinatorie legate ora alle acque e ora alla lettura dello specchio, che in passato era una lastra di metallo posta nell'acqua. Divinazioni quindi antiche e nelle loro epoche praticate da persone incaricate di questo. E questa origine si ritrova anche nell'osservazione che dev'essere un particolare membro della famiglia, quando non ci si rivolge a un esterno pratico di questi rituali, a osservarne il risultato: ora la padrona di casa e ora il padrone di casa.
Importante è anche il periodo, come si diceva, in cui i rituali popolari devono essere osservati. Come detto è da Ognissanti alla Candelora che più frequentemente si fa attenzione agli avvertimenti che gli anziani ci hanno insegnato ad osservare. Il periodo che va dalla fine di Ottobre al Natale è spesso vicino ai morti passati che possono tornare in terra ad avvisare i vivi. L'Epifania invece trae le sue origini dagli antichi culti legati alla Terra, è la Dea nella sua veste di psicopompo che raccoglie le anime portandole nei suoi giardini incantati, come le leggende nordiche ci ricordano.
E terra e cenere sono altri mezzi per capire chi morirà anche se sono anche il mezzo per dare la morte a qualcuno, potentissima e storica è la terra di cimitero che ha potere in tal senso in gran parte d'Europa. Ma anche la terra calpesta dove cresce dell'erba può essere potentissima per causare la morte, come i fiori dal gambo spezzato. Le fatture si nascondono sotto le forme più silenti: non sono quasi mai nel popolo feticci complessi e dall'aspetto pauroso, piuttosto cose quotidiane che non saranno notate se non da un occhio molto esperto e molto attento. Ma per dare il potere maledetto a questi oggetti spesso sono rituali complessi al limite con demoni potenti che vengono evocati, come accade durante il "Sabba del Mare" nell'isola di Seine ma come sappiamo accadere anche qui; fino ad arrivare alle messe cristiane a pagamento, è interessante ritrovare pensieri tanto pagani in atto tanto cristiani: è ancora abitudine pagare delle messe per ottenere la morte di un nemico, guardandosi bene dal dire al prete il vero motivo.
Le messe sono abitualmente dette a santi particolari che cambiano a seconda della zona oppure particolari versi come il salmo 109. Memorabile è la messa di san Sicario in Francia che aveva lo scopo di seccare la persona affatturata; il rito, molto complesso, doveva essere celebrato da un prete scomunicato che accettasse di recitarla accompagnato dalla sua amante, in una chiesa che non venisse usata, o perché diroccata o perché profanata. Il costo di una messa del genere si aggirava sui 25, 50 franchi.




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